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Le malattie cardiovascolari sono delle patologie che interessano il cuore e il sistema circolatorio. Con una stima del 48% di decessi causato da problemi di cuore, sono la principale causa di rischio per la salute. L’incidenza maggiore nell’uomo avviene con l’aumentare dell’età e nella donna nel periodo dopo la menopausa. Anche se in misura molto minore, è aumentato il rischio di infarto anche tra i 20 e i 40 anni, soprattutto a causa di stili di vita sbagliati o per ereditarietà.

Come prevenire questi problemi?

Problemi di cuore

Problemi di cuore: sono molteplici i fattori di rischio

Per fattori di rischio si intendono tutte quelle condizioni che se eliminate o ridotte, possono ridurre notevolmente la probabilità di ammalarsi e, grazie alla loro individuazione, è oggi possibile prevenire e recuperare uno stile di vita sano. Tra questi:

  • Avere la pressione arteriosa del sangue elevata danneggia le arterie, costringendo il cuore ad un superlavoro e quindi ad un affaticamento e uno scompenso eccessivo.
  • Il colesterolo è una sostanza normalmente presente nel corpo, ma in quantità eccessive può depositarsi nelle pareti arteriose, ostruendole.
  • Il diabete, ovvero la glicemia nel sangue, se elevata, riduce l’elasticità dei vasi sanguigni e quindi un indurimento degli stessi, compromettendo il flusso sanguigno e l’irrorazione degli organi interni, danneggiandoli.

Prevenire le malattie cardiovascolari si può

Uno stile di vita sano ed equilibrato aiuta a migliorare lo stato di salute e a proteggere dal rischio di insorgenza di patologie cardiache. Ricordiamo l’importanza si una buona alimentazione ricca di fibre, povera di sodio e di grassi saturi, soprattutto nei soggetti in sovrappeso. Limitare l’uso di alcolici e l’abitudine al fumo, sia attivo che passivo, influisce sul nostro cuore: ne evita l’assottigliamento e l’indebolimento dei tessuti che, una volta danneggiati, non riescono più a pompare sangue privando così di ossigeno gli organi del nostro corpo. Anche svolgere una regolare attività fisica rafforza il cuore, migliorandone la resistenza e riducendone la pressione.

Inoltre, è bene non dimenticare che un regolare controllo cardiologico e un check-up periodico è la combinazione ideale per ridurre l’incidenza delle malattie cardiovascolari.

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Problemi di cuore


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05/02/2020 news

Dopo l’apertura del Centro Prelievi, un’altra novità in Polimedica: il nuovo servizio infermieristico, anche domiciliare. Un’assistenza completa al paziente che ha bisogno di somministrazioni in muscolo o endovena o per chi dovrà medicare con regolarità lesioni e ferite post-operatorie.

Un servizio che può essere richiesto con tariffa oraria o a prestazione e che consente al paziente di non doversi recare in loco per iniezioni e medicazioni ma di ricevere l’infermiere comodamente a casa sua.

L’infermiere, infatti, è il professionista sanitario addetto alla pianificazione dell’assistenza terapeutica, riabilitativa e preventiva dell’individuo – sia in stato di salute che durante la malattia/convalescenza – fino al recupero completo.

Servizio infermieristico domiciliare

Grazie al servizio infermieristico domiciliare si può richiedere:

  • Somministrazione sottocutanea ed intramuscolare
  • Infusione endovenosa
  • Medicazioni
  • Rimozione punti di sutura, medicazione e graffe chirurgiche
  • Prelievo del sangue
  • Raccolta urine o feci
  • Gestione catetere vescicale
  • Clisma evacuativo
  • ECG a riposo
  • Rilevazione della pressione arteriosa
  • Gestione stomia
  • Lavaggio port (sottocutaneo) in paziente chemio

Tutte le prestazioni possono essere erogate sia in ambulatorio che a domicilio, eccetto l’ECG, per il quale è necessaria una prenotazione in ambulatorio.

Il Servizio infermieristico si effettua su appuntamento e può essere svolto sia in Polimedica che domiciliare .

Per maggiori informazioni scrivere a info@polimedicaonline.it


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22/01/2020 newspsicologia

Lo stato d’ansia è una condizione emotiva normale ma, quando diventa un’eccessiva reazione apprensiva ad un evento, può diventare un disagio emotivo talvolta difficile da gestire in cui spesso le persone tendono ad aver timore di cose o situazioni delle quali di solito non hanno paura, fino ad avere dei veri e propri attacchi di panico.

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I sintomi più comuni degli attacchi di panico

Chi ha avuto almeno una volta nella vita un attacco di panico o ne soffre periodicamente sa che si tratta di un’esperienza terribile, spesso inaspettata. La sensazione principale è la comparsa improvvisa di intensa paura in assenza, però, di reale pericolo. La maggior parte delle pesone che ha sperimentato quessta sensazione riconosce alcuni sintomi comuni, ta i quali:

  • irrequietezza ed irritablità
  • sudorazione e vampate di rossore
  • sensazione di torpore
  • batticuore
  • nausea e disturbi intestinali
  • sensazione di svenimento

Le cause dello stato d’ansia e degli attacchi di panico

Ma se gli attacchi di panico possono insorgere in un qualsiasi momento della nostra vita, in assenza di pericolo evidente, quali possono essere le cause principali della loro manifestazione? Spesso può succedere che la loro origine corrisponda con periodi di forte stress che aumentano il normale livello d’ansia.

Gli stati d’ansia possono quindi dipendere da fattori stressanti psicologici, fisici o ambientali, come per esempio difficili esperienze familiari, lutti e perdite importanti, problemi economici e legati alla vita professionale. La matrice che accomuna questi fattori, secondo recenti studi psicologici, è il senso di resposabilità.

Attenzione: il primo passo è il riconoscimento!

Stati d’ansia e attacchi di panico sono molto diffusi, soprattutto in soggetti più giovani. Si stima, infatti, che circa 10 milioni di italiani hanno sofferto di attacchi di panico almeno una volta nella vita, degenerati in malattia ad almeno uno su due.
Indipendentemente dalla gravità del fenomeno, il primo passo fondamentale per affrontarlo e risolverlo è imparare a riconoscere lo stato d’ansia, perché se non trattato può influenzare negativamente sulla qualità della vita.

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Il passo verso la risoluzione: il metodo cognitivo-comportamentale

La Terapia Cognitivo Comportamentale, seguita da uno Psicoterapeuta professionista, si è dimostrata la più efficace per la cura degli attacchi di panico e i disturbi d’ansia. Il terapeuta aiuta il paziente a riacquisire un maggior controllo e sicurezza in se stesso facendolo agire in prima persona nella gestione dei sintomi dell’ansia. L’obiettivo è la comprensione del problema scatenante per individuare un percorso che aiuti a liberarsene attraverso l’eliminazione di pensieri disfunzionali a favore di comportamenti più razionali.

La Terapia Cognitivo Compormanetale permette perciò, grazie ad una collaborazione attiva tra paziente e terapeuta, di mettersi in discussione e di portare ad una serena risoluzione del problema talvolta in tempi anche piuttosto brevi.

Per maggiori informazioni telefonare al numero 049 9387040 o inviare una mail a info@polimedicaonline.it.


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Studiare combinazioni di alimenti che ci rendano la vita migliore, che possano essere consumati anche se si pranza velocemente sul luogo di lavoro e che riescano a trasformare la pausa pranzo in un momento di benessere per il nostro organismo è il cammino che ci siamo prefissi di portare avanti insieme, con gli utilissimi consigli dell’esperto nutrizionista biologo Dott. Alessandro Bertoldo. In questa occasione vedremo i numerosi benefici della dieta mediterranea.

Dieta mediterranea: di cosa si tratta?

La dieta mediterranea è un regime alimentare e, più ampiamente, uno stile di vita, ispirato alla cultura dei paesi europei affacciati sul Mar Mediterraneo, di cui fa parte anche l’Italia, che prevede un’alimentazione sana, varia ed equilibrata. Gli ingredienti principali di questo regime alimentare sono: frutta e verdura, cereali integrali, olio di oliva, vino; e non mancano anche pesce, carni bianche, latticini e uova. Una delle principali caratteristiche di questo modello alimentare è che può essere seguito da tutti, traendone enormi benefici.

Non è una ovvietà, ma un dato di fatto: la dieta mediterranea ha una marcia in più rispetto a molti altri regimi alimentari che si seguono in Paesi evoluti.

Dieta mediterranea

La dieta mediterranea: il miglior regime alimentare

Non è un caso che la dieta mediterranea venga considerata il regime alimentare corretto per eccellenza. E i motivi, tra l’altro, sono semplici: gli alimenti preferiti, infatti, provengono prevalentemente dal regno vegetale e garantiscono un apporto di:

  • vitamine
  • acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi
  • minerali
  • antiossidanti
  • fibre

Per questo la dieta mediterranea è ideale per prevenire e combattere: arteriosclerosi, cardiopatie, ipertensione, diabete, tumori (soprattutto dell’apparato intestinale) e disturbi della motilità intestinale. Tutto ciò rende questo modello alimentare unico nel suo genere e aderente alle prescrizioni per un’efficace prevenzione primaria e secondaria delle patologie metaboliche.

In sintesi: la dieta mediterranea ci aiuta a stare meglio!

La piramide alimentare moderna

Il modello alimentare mediterraneo non si caratterizza solo per la qualità nutrizionale degli alimenti ma anche per la loro giusta proporzione e per la corretta frequenza di assunzione settimanale.

Questi concetti sono stati riassunti graficamente nella Piramide Alimentare rivisitata in chiave moderna basata sulle ultime evidenze scientifiche che correlano la dieta mediterranea a benefici per la salute. Questa piramide alimentare è rivolta alle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni ed illustra per la prima volta il concetto di strutturazione dei pasti principali insieme alla frequenza di consumo delle diverse categorie di alimenti.

Dieta meditteranea piramide alimentare

La dieta mediterranea è uno stile di vita

Il modello alimentare sopra descritto non è un semplice elenco di alimenti dotati di proprietà utili alla salute, ma suggerisce anche l’assunzione di prodotti freschi, stagionali e di produzione locale, della loro preparazione secondo le tradizionali ricette e della consumazione in un clima di convivialità: tutte componenti chiave dell’identità culturale dei popoli.

Quindi muniamoci di colori, frutta e verdura e largo alla fantasia a tavola!

 

Per informazioni più dettagliate sul regime alimentare più adatto alle vostre esigenze, consigliamo di prenotare un appuntamento con il nostro nutrizionista.

PRENOTA ORA: tel 049 9387040 email info@polimedicaonline.it 

Per chi si fosse perso gli ultimi consigli del dott. Bertoldo per un’alimentazione più sana e corretta, vi rimandiamo agli articoli:

Sale nell’alimentazione: ridurne la quantità per sentirsi meglio

Alimentazione e fertilità: futuri mamme e papà mangiate bene!


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Nella vita di ogni donna, intorno ai 45-50 anni, comincia un periodo complesso di cambiamenti fisiologici e di disturbi coincidenti con l’inizio della menopausa. Ne parliamo con il Dott. Omar Anis, Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia e Ostetricia, per scoprire come viverlo più serenamente possibile.

Menopausa: un passaggio graduale

La menopausa è un periodo fisiologico della donna che coincide con il termine della sua fertilità. Generalmente accade tra i 45 e i 55 anni, ma non sono rari casi di menopausa precoce o tardiva. Si tratta, comunque, di un passaggio graduale: dall’inizio delle prime fluttuazione ormonali alla definitiva scomparsa del ciclo mestruale possono intercorrere diversi anni. Questo periodo “intermedio” prende il nome di climaterio ed è la fase più sintomatica e in cui la donna avverte i principali disturbi della menopausa.

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I disturbi fisici della menopausa

Questo cambiamento fisiologico comporta spesso fastidi di diversa natura. A livello fisico, il corpo della donna può essere soggetto a:

  • Ipersudorazione
  • Vampate di calore
  • Palpitazioni
  • Arrossamenti, soprattutto del viso
  • Affaticamento muscolare
  • Dolori muscolari
  • Disturbi dell’apparato urinario
  • Secchezza vaginale

Anche dal punto di vista estetico si possono osservare dei cambiamenti dovuti al nuovo profilo ormonale, soprattutto su pelle e capelli. La diminuzione degli estrogeni, infatti, determina un calo nella produzione del collagene che quindi causa secchezza e diminuzione dell’elasticità della pelle. I capelli, invece, possono diventare più sottili e meno voluminosi anche a causa dello stress e dell’ansia che talvolta accompagnano questo periodo.

I disturbi di natura psicoaffettiva della menopausa

Non sono rari anche cambiamenti della sfera psichica, sociale ed affettiva causati dalla carenza ormonale di estrogeni nel sangue in seguito alla cessazione dell’attività delle ovaie. Tra i disturbi più comuni si trovano: irritabilità, umore instabile, affaticamento, ansia, demotivazione, disturbi della concentrazione e della memoria, diminuzione del desiderio sessuale, insonnia.

Il rischio di depressione è uno dei problemi principali che le donne in menopausa devono affrontare poiché non solo si trovano in un periodo della vita in cui c’è un forte cambiamento fisico-biologico (l’abbassamento del livello degli estrogeni), ma cambiamenti importanti sono legati anche all’avanzare dell’età che comporta nuovi problemi di salute, talvolta la cura di genitori anziani, problemi con i figli e la tristezza per il cosiddetto “nido vuoto”, difficoltà nella coppia e nella sfera sessuale.

I disturbi della menopausa legati alla sessualità

La menopausa ha effetti sulla sessualità, ragione per cui questa fase della vita è spesso vissuta come un momento di deprivazione e considerata, soprattutto nella moderna società occidentale, sinonimo di invecchiamento. Al calo di estrogeni e di progesterone, infatti, si accompagna anche un calo del desiderio sessuale. Parallelamente la scomparsa degli estrogeni induce atrofia vaginale, che si manifesta con una progressiva modificazione delle pareti della vagina che divengono più strette, con una diminuzione dell’elasticità dei tessuti e con la riduzione della lubrificazione.

In conseguenza di questi fenomeni, molte donne in menopausa provano dolore durante il rapporto sessuale. Il calo della libido ha inizio anche prima della menopausa, e si deve alla progressiva diminuzione della produzione di ormoni maschili, come il testosterone e, di conseguenza, anche della dopamina, neurotrasmettitore importante per l’attività sessuale.

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Come affrontare serenamente l’arrivo della menopausa

Tutto questo corteo di alterazioni, più o meno appariscenti, obbliga la donna a rendersi conto che qualcosa nel suo corpo sta cambiando. Diverse sono le strategie a disposizione per affrontare eventuali problemi, sintomi e disturbi che possono insorgere.

Non bisogna quindi temere l’arrivo della menopausa, ma saperla riconoscere e affrontare con serenità assieme all’aiuto del ginecologo di fiducia che possa identificare una terapia appropriata e personalizzata in base alle esigenze della donna.

Si raccomanda quindi, ai primi segnali (irregolarità del ciclo mestruale, vampate di calore, ipersudorazioni…) di rivolgersi ad uno specialista per un controllo, in modo da mettere in atto una prevenzione efficace basata sulla dieta, sullo stile di vita ed eventualmente su farmaci specifici o una terapia ormonale sostitutiva.

 


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19/11/2019 ginecologianews

La parola dell’esperto Dott. Omar Anis – Specialista in Ginecologia e Ostetricia

Cosa si intende per infertilità di coppia?

Per infertilità si intende l’assenza di gravidanza dopo il dodicesimo mese di rapporti sessuali completi, regolari e non protetti. È stimato che in Italia circa il 30% delle coppie soffra di problemi di infertilità.

Quali possono essere le cause principali dell’infertilità di coppia?

Negli ultimi anni, soprattutto nel mondo Occidentale, le cause dell’infertilità non possono più essere ricondotte solo a problemi di sterilità, ma derivano anche da altri fattori, quali:

  • lo stile di vita,
  • lo stress,
  • gli inquinanti ambientali,
  • le malattie sessualmente trasmissibili,
  • lavori sedentari,
  • l’età.

Prendiamo come esempio l’età: la donna raggiunge il periodo di massima fertilità entro i 25 anni, poi, gradualmente, questa inizia a declinare, fino a calare significativamente dopo i 35. Per dare un’idea delle percentuali di successo di gravidanze per ogni ovulazione: fino a 30 anni la percentuale si aggira attorno al 25-30%, per poi scendere al 10% verso i 40 anni e dimezzarsi verso i 43. Nell’uomo, invece, l’aumentare dell’età diminuisce la quantità e la qualità degli spermatozoi.

Ovulazione e giorni fertili

È stato dimostrato che non tutte le donne sanno individuare i giorni fertili. Questa può essere una delle prime cause di mancata gravidanza. In un ciclo mestruale, l’ovulazione avviene a metà, mediamente dai 16 ai 12 giorni prima dell’inizio del flusso successivo. L’ovulazione è il momento in cui le ovaie rilasciano l’ovulo che passa attraverso le tube di Falloppio, qui rimane in attesa di essere fecondato dalle 24 alle 48 ore. Prima di considerare l’infertilità di coppia, è bene imparare a riconoscere questi momenti di massima fertilità e concentrare i rapporti in quei giorni.

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Come comportarsi in caso di assenza di gravidanza

È importante, quando la gravidanza non si presenta dopo 12 mesi di rapporti liberi e vi è il dubbio che nella coppia possa esserci un problema di infertilità, contattare uno specialista che possa prescrivere esami specifici in grado di identificare i fattori ostativi della gravidanza e, in seguito, il migliore percorso per affrontarli.

Infertilità di coppia: gli esami per lei e per lui

Molto importante è cominciare con un’anamnesi accurata, che delinei perfettamente la storia familiare. Successivamente verranno effettuati:

  • l’ecografia pelvica per controllare la morfologia degli organi genitali interni e la presenza di eventuali patologie in atto;
  • il tampone vaginale per escludere infezioni batteriche;
  • gli esami del sangue per verificare i livelli ormonali;
  • l’isteroscopia per constatare la presenza di fibromi, polipi o altre patologie che interessano la cavità uterina;
  • l’isterosalpingografia per vedere i genitali interni, compresa la morfologia e la pervietà delle tube di Falloppio e escludere eventuali malformazioni dell’utero.

Gli esami più comuni per l’uomo, sono invece:

  • lo spermiogramma, che deve essere eseguito da un esperto di medicina della riproduzione e non da un laboratorio di analisi generico, valuta: la quantità dell’eiaculato, il numero di spermatozoi totali e la percentuale di quelli malformati e la loro motilità;
  • la spermiocoltura verifica la presenza di eventuali infezioni batteriche nel liquido seminale;
  • l’eco doppler per escludere la presenza di varicocele a livello scrotale;
  • i dosaggi ormonali.

Come comportarsi in caso di infertilità di coppia

Fondamentale è, dopo aver ricevuto gli esiti degli esami di entrambi i partner, individuare con lo specialista il percorso diagnostico e terapeutico adeguato. Un percorso progressivo che possa intervenire utilizzando le tecniche più appropriate agli specifici casi per poter permettere alla coppia di ottenere il sogno che sta faticando a realizzare.

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Direttore Sanitario Dott.: G.Mungo




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